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CHE COS’È IL METODO SUZUKI

Il metodo Suzuki si sviluppa nella convinzione che ogni bambino, dalla nascita, possieda il talento per ogni cosa: è responsabilità del genitore prima, e dell’insegnante poi, creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle sue potenzialità.

I bambini, fin dalla nascita, assorbono tutto ciò che avviene intorno a loro e lo utilizzano per crescere sotto ogni aspetto. Allo stesso modo l’approccio allo strumento può avvenire come conseguenza di stimoli ricevuti dal genitore che, senza forzare la scelta del bambino, lo porterà a studiare la musica con naturalezza e gioia.

L’idea pedagogica fondamentale del metodo Suzuki nacque da un’illuminazione tanto semplice quanto folgorante. Suzuki, alle prese con le difficoltà linguistiche che la sua patria di elezione, la Germania, gli presentava, non poté fare a meno di rilevare la grande facilità con cui i bambini tedeschi imparavano rapidamente a parlare una lingua per lui tanto ostica, così come per un bambino giapponese risultasse naturale imparare una lingua tanto difficile per qualunque tedesco od occidentale. Egli scoprì che il segreto dell’apprendimento linguistico era nell’ascolto e nella ripetizione della lingua madre.

Nacque così il metodo della lingua madre come idea guida di tutto l’insegnamento musicale di Suzuki. Il bambino di tre o quattro anni possiede delle straordinarie risorse di apprendimento: si tratta, quindi, di entrare nell’universo materno con i suoni, gli strumenti, le partiture, i colori della musica, e il bambino imparerà a esprimersi musicalmente come in una seconda lingua madre.

 

Perché cominciare presto?

Suzuki basò il suo metodo su una grande intuizione e su una smisurata fiducia nelle potenzialità di ogni bambino. Capì che i bambini in età prescolare non sono troppo piccoli per cominciare a suonare uno strumento, ma che, anzi, sono nell’età migliore per imparare. Il loro cervello è in grado di apprendere qualunque cosa gli venga proposta, purché ciò sia fatto in maniera adeguata all’età. Le capacità di un bambino di due anni non sono quelle di uno di quattro; inoltre, ogni bambini ha i suoi personalissimi tempi di sviluppo. Tuttavia, se l‘educazione segue il percorso di crescita e sviluppo personale del bambino, questi può imparare a suonare con la stessa naturalezza con la quale impara a parlare.

Queste intuizioni, nate dall’osservazione attenta dei bambini, sono state successivamente confermate da numerose ricerche scientifiche che, tuttora, si occupano di comprendere il percorso di sviluppo del cervello a partire dalla nascita. Questi studi sostengono che gli stimoli ricevuti in età prescolare creano connessioni cerebrali non più possibili in maniera così diretta e immediata superata una determinata fascia di età. In questa prospettiva, la musica è un ottimo strumento per stimolare neurologicamente i bambini, operando modifiche permanenti nel loro sviluppo cognitivo e umano,attivando capacità specifiche che saranno loro utili anche in futuro, qualunque strada sceglieranno di seguire.

 

Un percorso per tutta la famiglia

Durante tutto il percorso, è necessaria la presenza di un genitore durante le lezioni. Insieme, genitore e figlio, impareranno gli esercizi che andranno poi eseguiti a casa: si tratterà non solo di un momento di studio, ma anche di un momento di vicinanza e dedizione di un genitore verso il proprio figlio, un momento in cui il bambino sa di avere il genitore tutto per sé.

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Music note icon. Sound melody pentagram and musical theme. Isolated design. Vector illustration